E Jovanotti canta “Ragazza magica”

Durante il volo la canzone preferita. Ora l’agenda è ricchissima: domani al Quirinale, giovedì sfilata di moda a Parigi

TESSERA. Zona arrivi dell’aeroporto Marco Polo, ore 12.08. Il volo Alitalia da Fiumicino è atterrato alle 11.20, ma il recupero dell’ingombrante bagaglio ha richiesto un po’ di tempo. Beatrice Vio sbuca con cappellino di paglia, completo del Team Italia, mazzo di fiori e un sorriso grande così. Davanti agli occhi, un vivace comitato di benvenuto: striscioni, cartelli, bandiere. Soprattutto: famiglia, amici, bambini, volontari di Art4Sport. Mamma Teresa, papà Ruggero, nonno Giorgio. Persino il cagnolino Taxi in azzurro. A darle il benvenuto a bordo del volo, invece, la voce di Jovanotti, che le ha dedicato un messaggio e cantato il suo singolo ''Ragazza Magica''. La campionessa paralimpica, oro a Rio nel fioretto individuale e bronzo con la squadra, si commuove, abbraccia i piccoli Margherita e Riccardo (da Pavia!), promesse legate alla sua Onlus. «Pensavo di vedere solo la mamma. Al massimo il papà, per avere aiuto con carrozzina e valigie. È bellissimo», confida la 19enne moglianese. Dopo i Giochi, ha allungato la permanenza in Brasile, settimana per una vacanza con l’armiere “Giorgino” Fiume, la compagna Andreea Mogos e l’altro azzurro Matteo Betti. «Le Paralimpiadi? Diciamo che mi è andata bene», scherza Beatrice. L’adrenalina è ancora in corpo: «C’erano un po’ tutti in quelle medaglie, un pezzetto per ogni amico che mi ha aiutata ad arrivare fin lì. Il bronzo vale molto più dell’oro, perché esultare con la squadra è stupendo». Poi fissa Margherita, che senza un braccio si diletta nel taekwondo. «Rio mi ha fatto capire che ho davanti quattro anni per poterne vivere un’altra» prosegue, «la Paralimpiade è un sogno che porta risultati, ma soprattutto emozioni. In Brasile eravamo tre, chissà quanti ragazzi dell’associazione saranno a Tokyo». Il premio messo in palio dalla Fondazione Agnelli tramite la Gazzetta dello Sport verrà devoluto ad Art4Sport, che con le protesi permette ai giovani disabili di dedicarsi alla disciplina preferita. Poi mostra fiera il braccialetto per Roma 2024. In cuor suo, il sogno di Olimpiadi e Paralimpiadi nella capitale non si è spento: «Ci credo ancora, ci crede Pancalli, ci crediamo tutti. A Rio ho trovato un tifo assurdo, pareva di tirare in casa. E ho immaginato cosa potrebbe essere una Paralimpiade davanti al mio pubblico. Ci crederò fino alla fine». Il ritorno a Mogliano, dopo tre settimane in Sud America, è fugace. Già oggi risale in aereo alla volta di Roma. «Questi giorni sono un macello. Volevo però vincere la medaglia e allora...». Non pesa l’appuntamento odierno con il nuovo sponsor del Cip, domani la cerimonia di restituzione della bandiera al Quirinale e la premiazione dal Capo della Polizia (da giugno è arruolata nelle Fiamme Oro), giovedì la sfilata di moda a Parigi per Christian Dior (con Arianna Errigo e Rossella Fiamingo, argento olimpico a Rio). Sabato rientrerà nella Marca per festeggiare le nozze d’argento di Scherma Mogliano. Domenica e lunedì si dividerà fra Bologna e Milano: incontri motivazionali per i dipendenti di aziende del calibro di Wella e Volvo. Poi mercoledì un convegno in Vaticano per ragionare sull’inclusione, dal 10 lo stage-lavoro a Fabrica. Bebe è una calamita, testimonial corteggiatissima. Nei giorni scorsi, il suo nome è stato accostato a una compagna per le vaccinazioni contro il meningococco, causa della meningite. Ha posato con un bimbo per Anne Geddes. «Quella foto mi ha un po’ imbarazzata, ma ha permesso di ricordare l’importanza del vaccino», ribadisce l’eroina di Rio. Riparte il coro, le amiche la pretendono. Dallo zaino escono le medaglie, Beatrice le infila al collo di Margherita e Riccardo. «Non dovreste essere a scuola?», domanda l’oro paralimpico. La risposta non è espressa, ma si legge negli occhi: «Come si può ascoltare la maestra, nel giorno del ritorno di “Bebe”?

Mattia Toffoletto