Borile, contratto scaduto e paura per l’appalto

Chi è il rappresentante di Edeco, la cooperativa contestata che gestisce il campo di Conetta

CONA. Simone Borile e la sua cooperativa Edeco sono nell’occhio del ciclone. I profughi hanno accusato la coop di guardare solo al business e di pensare poco alle condizioni in cui loro vivono. Loro rispondono di rispettare i requisiti stabiliti dalla gara di appalto. Lo stesso Borile si rende conto che rischia di perdere il prossimo appalto, soprattutto il suo business finirà quando Conetta verrà progressivamente svuotata. Sembra l’abbia pure confidato ai profughi invitandoli a rientrare nella struttura.

Dal business dei rifiuti a quello dei migranti. È un passaggio senza soluzione di continuità quello di Ecofficina, ora Edeco, la cooperativa padovana che gestisce il centro di accoglienza di Cona. Dietro, appunto, c’è Simone Borile, ex Dc, ex consigliere provinciale del Pdl e oggi vicino all’Ncd, fino al 2015 presidente del consorzio Padova Sud che gestisce i rifiuti urbani di 58 Comuni della Provincia di Padova e, al tempo stesso, vicepresidente e direttore (con uno stipendio di circa 200 mila euro l’anno) di una società interamente partecipata dal consorzio, la Padova Tre Srl.

Il nome di Simone Borile ricorre in maniera ossessiva nelle vicende legate alla gestione dei rifiuti e non solo. Il suo curriculum racconta uno spaccato singolare dove, incarico dopo incarico, si materializza un vero e proprio centro di potere per quella piccola fetta di mondo in cui espleta le sue molteplici attività. Ex Democrazia cristiana, consigliere provinciale per Forza Italia ai tempi di Vittorio Casarin, candidato sindaco e consigliere comunale a Battaglia Terme, sempre vicino all’area Pdl e in particolare a Barbara Degani, succeduta a palazzo Santo Stefano a Casarin, Borile è transitato nei consigli di amministrazione del Configliachi, dell’Ater e del Parco Colli, di cui è stato per un breve periodo presidente. Fino a due anni fa era presidente del Consorzio Padova Sud, vice presidente e direttore di Padova Tre srl (gestione rifiuti), la quale aveva fino al 2014 una partecipazione nella cooperativa Ecofficine Educational nel cui cda sedeva la moglie Sara Felpati e che oggi gestisce la maggior parte dei profughi assegnati dalla prefettura non solo nella Bassa Padovana, mentre un’altra coop, Terra di mezzo, era stata comproprietaria in passato con Padova Tre srl della società Zeleghe srl che si occupava di case vacanze e campeggi. Lui, da quando la coop della moglie si è aggiudicata la gestione dei profughi di Conetta e della provincia di Padova, ha altro di cui occuparsi. E deve pure pensare al contratto scaduto a Conetta, alla deroga in corso e al prossimo bando per la gara d’appalto destinato alla gestione delle strutture per gli immigrati.